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Le 7 ferite dell'umanità sono:

  1. abbandono
  2. rifiuto
  3. umiliazione
  4. ingiustizia
  5. tradimento

1. ABBANDONO

La ferita dell’abbandono è il sentirsi lasciato e senza cura alcuna, al contrario della ferita del rifiuto che assume il significato di non essere accettato, ricevuto e riconosciuto. L’abbandono è vissuta dal bambino/a in suo personale sentire che vive nella sua semplicità senza strutture mentali. Può sentirsi abbandonato se in famiglia nasce un fratellino o sorellina; se viene lasciato in custodia di qualcuno che non sia il genitore; quando non riceve più l’allattamento ecc…
La ferita dell’abbandono viene vissuta con il genitore del sesso opposto.
Da adulto questa ferita vincola e condiziona la relazione con l’altro sesso. Avere questa ferita è non sentirsi mai sufficientemente nutrite affettivamente. Di conseguenza la maschera che si crea è quella del DIPENDENTE. Ha poca autostima, vive uno stato umorale molto variabile ed intenso da up e down. Chiede spesso consigli ma spesso solo per cercare sostegno. La sua paura più grande è la SOLITUDINE, considerando di non poterla gestire si aggrappa agli altri per ottenere l’attenzione. Spesso si chiede: “cosa sarà di me se restassi solo?”. L’emozione che prevale nella maschera del DIPENDENTE è la TRISTEZZA senza capirne il motivo. Sente spesso la necessità di aggrapparsi alla persona amata.

Preciso che queste caratteristiche non sono rigide ma variabili in base alla gravità della ferita. Concetto che vale per tutte le ferite.

Riepilogo

  • Ferita: Abbandono
  • Maschera: Dipendente
  • Emozione: Tristezza
  • Paura: Solitudine
  • Guarigione: PRENDERSI CURA DI SE’

Tecniche

  • Scuotimento, spaccalegna, corsa sul posto: per accedere allo stato subconscio e liberare quelle emozioni implose
  • Danza liberatoria
  • Cross crawl con conteggio e lallazione
  • Whirling con conteggio e lallazione
  • EMDR con postura integrazione emisferica con Mantra “Io sono…..mi sento sempre più amata/o e accettato/a da mia/o…….(genitore sesso opposto) – Il secondo mantra sarà “ Io sono ….. mi amo e mi accetto così come sono “

Tecnica del PERDONO

Riconoscendo nel genitore la parziale responsabilità delle ferite subite e ammettendo di essere stati severi nel giudizio e nel comportamento, durante l’automassaggio del dito mignolo: “Amo profondamente e perdono me stessa/o per aver giudicato mio (papà o mamma) e mi libero da tutto ciò ora e per sempre”.
Il Perdono è liberarsi dal passato, è guarire, è riprendere il possesso della nostra vita ed evolverci. Il perdono è liberare l’altro dal vincolo Karmico.

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2. RIFIUTO

La ferita del rifiuto può essere sinonimo di espellere o respingere, perciò la persona che soffre della ferita del rifiuto si sente respinta in tutto il suo Essere e nel diritto di esistere. La persona che respinge utilizza l’espressione: NON VOGLIO (perché inconsciamente non ritiene di meritarsi nulla o quasi). E’ la prima di tutte le ferite ed è presente ancora prima di nascere, già nel grembo materno.
Essa si presenta per vari motivi:

  1. figlio non desiderato
  2. un bambino dal sesso diverso da quello che nascerà.
  3. conflittualità tra genitori nel periodo della gravidanza.

In seguito alla sua nascita la ferita sarà attivata anche se non viene rifiutato dai genitori. Il piccolo si sentirà respinto o per osservazioni sgradevoli o perché il genitore si spazientisce. La persona che si sente rifiutata non riesce ad essere obiettiva ed interpreta gli eventi tramite il filtro della sua ferita e così si sente respinta anche quando non lo è.

LA FERITA DEL RIFIUTO VIENE VISSUTA CON IL GENITORE DELLO STESSO SESSO.
Quello è il suo “specchio” dove riflettendosi vede la sua ferita. Con questo genitore i rapporti sono conflittuali. 

LA MASCHERA CHE SI COSTRUISCE E’ QUELLA DEL “FUGGITIVO”.
La sua prima reazione è quella di fuggire dalle situazioni dove non si sente in diritto di esistere. Evita per paura di sentirsi emarginato e rifiutato. La sua più grande paura è essere preso dal panico. Difficilmente sta bene con gli altri. Teme il confronto e lo evita.

LA GUARIGIONE PASSA ATTRAVERSO L’ACCETTAZIONE DEGLI ALTRI
ma il passaggio precedente è quello di accettare se stessi. Portando questa ferita nello spazio del Cuore.
Dalla consapevolezza all’amore per questa ferita.

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3. UMILIAZIONE

I comportamenti tipici del masochista sono dettati dalla paura di rivivere la ferita dell’umiliazione.
Con il termine “umiliazione” voglio dire colui che si sente sminuito in modo oltraggioso, mortificato, reso in vergogna davanti al “prossimo”. L’umiliazione è una ferita che si risveglia tra il primo e terzo anno d’età, intendendo per risveglio la consapevolezza ancora inconscia della ferita come “compito” da trasmutare dopo la nascita. Entrambi i genitori possono essere coinvolti nella risoluzione di questa ferita che è soprattutto legata al mondo fisico del fare e dell’avere. Ovvero nella fase in cui il bambino impara a mangiare e ad andare in bagno da solo, ad avere una certa igiene di sé, a parlare e ad ascoltare.
Nel momento in cui un genitore si vergogna del figlio per qualcosa che ha combinato in presenza d’altri, oppure se è poco pulito in senso fisico, psichico e sessuale, risveglia nel bambino il sentimento di mortificazione e quindi di Umiliazione. Chi soffre di questa ferita si sente privato di agire in libertà e senza il controllo dei genitori. Le altre 4 ferite sono collegate in modo più dirette con un genitore specifico ma la ferita dell’umiliazione coinvolge entrambi quando soprattutto il padre è un “controllore” e svolge anche un ruolo materno. Il bambino che soffre di questa ferita diventa un adulto che inconsciamente cerca dolore e fa di tutto per farsi del male o di punirsi prima che lo facciano gli altri. In particolari casi prova addirittura piacere per tutto questo sempre inconsciamente ma anche a volte consciamente.
Quindi la maschera del masochista è funzionale ad evitare di soffrire associata all’umiliazione provocata da altri. Psicologicamente il masochista vuole mostrarsi solido e non essere controllato perciò diventa molto efficiente e si fa carico di molte cose. Riesce a trovarsi in situazioni in cui deve aiutare gli altri dimenticandosi di se stesso. Spesso accade che il suo fisico prende peso. La persona con la maschera del masochista non si rende conto che volendo aiutare in eccesso gli altri, li sminuisce li umilia facendo sentire loro, che in sua assenza, da soli non sarebbero in grado di farcela. Di contro essendo ipersensibili fa di tutto per non ferire gli altri. La libertà per il masochista è fondamentale, poiché per lui significa non rendere conto a nessuno, non essere controllato; nello stesso tempo ha una grande paura di essa perché se si lascia andare troppo non controlla più se stesso e potrebbe commettere qualcosa di cui vergognarsi.

Altre caratteristiche: quella di autopunirsi prima che lo facciano gli altri; difficoltà ad auto gratificarsi; quando prova piacere di qualcosa o di qualcuno si autoaccusa di approfittare troppo delle situazioni; il disgusto per se stesso, gli altri e verso la sessualità per la vergogna che prova. Nell’età dell’adolescenza, nelle ragazze soprattutto, si vede l’aumento di peso proprio quando si manifestano di più i desideri sessuali (il grasso allontana, l’essere desiderata o molestata).

Riepilogo

  • Ferita: Abbandono
  • Maschera: masochista
  • Guarigione: DARSI VALORE E DIGNITA'

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4. INGIUSTIZIA

Vive questa ferita in modo particolare con il genitore dello stesso sesso. Pertanto diventa un vissuto conflittuale quel tipo di energia sia essa maschile o femminile. La ferita si risveglia nella fase di sviluppo tra i 3 e i 5 anni, momento in cui prende coscienza della propria entità. Egli vive male ed ingiusto non poter integrare se stesso con gli altri e quindi non potersi esprimere.
Cosa intendo per INGIUSTIZIA?
Giustizia è ciò che è GIUSTO. In questo caso un GIUSTO per il fanciullo in virtù di un suo particolare “sentire” attraverso il quale si dispiega il suo percorso animico evolutivo. Per un bambino/a è GIUSTO essere riconosciuti, apprezzati per ciò che si è. Ingiustizia perché non si sente ricompensato per ciò che sente di meritarsi in senso morale e materiale. Solitamente sono anime evolute e particolarmente attente e sensibili ai condizionamenti. Istintivamente sentono equità, rettitudine e imparzialità. Lo sentono per sé e per gli altri. Vive questa ferita perché si sente “manipolato” da un autorità (genitore stesso sesso) che decide per lui ingiustamente. Non si sente interpellato e considerato nel suo Essere con i suoi desideri più profondi. Riconosce ciò che non vuole assolutamente e se obbligato da questa autorità vive il senso dell’ingiustizia. Vede il genitore come un soggetto freddo, incapace di avere sentimenti (per il suo personale percepire), lo sente autoritario, intollerante e molto critico nel giudizio.
La maschera che si crea il bambino/a con questa ferita è quella della RIGIDITA’. Questi soggetti hanno una grande sensibilità ma sviluppano la capacità di non sentirla e di non mostrarla agli altri. Ecco perché sembrano fredde. Il loro corpo assume spesso le braccia conserte in uno atteggiamento di chiusura bloccando ulteriormente il 2’ e 3’ chakra. Cerca la giustizia e la precisione ad ogni costo.
Quindi solo diventando un perfezionista potrà essere GIUSTO.
Chi soffre di ingiustizia è incline all’invidia verso gli altri che hanno più di lui. Crede che non lo meritino.
Sin da bambino viene apprezzato per quello che fa e non per quello che è. Per questo diventa “efficace” e comincia precocemente a fare da sé. Quando si trova nei problemi è sempre ottimista nel superarli. Ha difficoltà a chiedere aiuto perché DEVE fare tutto da solo. Per questa ragione è più vulnerabile nel soffrire di esaurimento nervoso. DEVE avere tutto in ordine sino ad arrivare a volte all’ossessione. L’imporsi la perfezione lo porta ad essere molto stressato. Il soggetto che vive questa ferita ha difficoltà ad amare e farsi amare. La paura di sbagliarsi è molto importante ma è più forte la paura della freddezza e cerca di essere più caloroso possibile ma spesso con scarsi risultati. Egli non accetta la sua freddezza perché vorrebbe dire essere senza cuore e quindi INGIUSTO. L’emozione più frequente del rigido è la collera soprattutto nei confronti di se stesso e questo lo porta ad aggredire gli altri. Sul piano alimentare il soggetto preferisce i cibi salati ma cerca un alimentazione equilibrata e quando si controlla troppo può proprio eccedere nei dolci e nell’alcool.
 

Riepilogo

  • Ferita: Ingiustizia
  • Maschera: Rigido
  • Guarigione: PERDONO PER SE' E PER GLI ALTRI

Tecniche

  • Mantra di Guarigione e trasmutazione del condizionamento di una autorità non più riconosciuta: “IO SONO…. “Ogni giorno sempre più mi sento LIBERO di MANIFESTARE GIUSTAMENTE Me Stesso.”
  • Acqua informata: PERDONO mio/a (genitore stesso sesso).

Tecniche energetiche

In coppia lavorare sul PERDONO:
GENITORE stesso sesso che dice al ricevente “Figlia mia perdonami, scusami, mi dispiace se ho non saputo interpretare giustamente i tuoi bisogni e desideri “.

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5. TRADIMENTO

E’ una ferita che si risveglia dal 2’ al 5’ anno di età, momento in cui si sviluppa l’energia sessuale portando alla generazione del complesso di Edipo. E’ una ferita in rapporto con il genitore del sesso opposto. Le persone che soffrono per il tradimento NON hanno risolto da giovani il complesso di Edipo che è un aspetto fisiologico nello sviluppo emotivo di un bambino, il complesso di Edipo comprende tutti gli impulsi che, lo inducono a essere attratto dal genitore del sesso opposto. Quindi cos’è il Complesso di Edipo?
Il complesso di Edipo è il rifiuto incosciente del genitore del proprio sesso, dovuto a una proiezione amorosa nei confronti del genitore di sesso opposto. Questa fase si risolve da sola, con un'identificazione progressiva con il genitore del proprio sesso. Il complesso di Edipo è stato identificato, per quanto riguarda i soggetti di sesso maschile, da Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, in riferimento alla tragedia di Sofocle, Edipo re, ispirata a un mito greco di tradizione orale. Abbandonato alla nascita, Edipo uccide il padre, che non conosce, e sposa sua madre, senza conoscere la vera identità della donna.
Premesso che la parola opposta alla parola tradimento è FIDUCIA, il bambino si sente tradito dal genitore di sesso opposto ogni volta che questi non mantiene una promessa o che tradisce la sua fiducia. Il tradimento viene vissuta nella sua connessione amorosa ad esempio la bimba che viene trascurata in seguito alla nascita del fratellino.
La maschera di protezione di chi vive la ferita del tradimento è quella del controllore. A differenza del masochista che tiene sotto controllo le cose per non provare vergogna o perché altri non abbiano vergogna di lui, il controllore invece lo fa per accertarsi di mantenere i propri impegni, di rimanere fedele e che gli altri si assumano le proprie responsabilità. Evita di mettersi a confronto con le persone per non perdere il controllo, e quando si trova con soggetti che considera “più forti” si ritira per paura di non riuscire a tenere loro testa. Passa subito all’azione, è rapido e quando gli altri sono lenti nella comprensione o nell’azione viene preso dalla collera e si spazientisce. Il controllore dovrà sviluppare la pazienza e tolleranza.
La ferita del tradimento si risveglia ogni volta che il controllore vede un soggetto che NON tiene fede ai propri impegni.
Le sue paure: sentirsi dissociato dalle situazioni che vorrebbe dire perdita di controllo; sentirsi rinnegato cioè non riconosciuto nel suo ruolo di figlio, in un suo ideale, in una sua fede, in un suo principio. In ciò che lui sente che fa parte di Lui/lei. Tra le problematiche fisiche più frequenti (legate al controllo) sono quelle legate al fegato e allo stomaco, dolori articolari soprattutto alle ginocchia.
Concludo evidenziando che la ferita del tradimento è connessa alla ferita del rifiuto in quanto il soggetto ha il rifiuto incosciente con il genitore dello stesso sesso il quale è il suo primo “specchio”. Dalla ferita del rifiuto subentra una maggiore attrazione/intenzione/aspettative con il genitore di sesso opposto. Da qui molto facilmente si subisce anche la ferita del tradimento.
 

Riepilogo

  • Ferita: Tradimento
  • Maschera: Controllore
  • Guarigione: AVERE PIU’ STIMA DEGLI ALTRI

Tecniche

  • Mantra di Guarigione e trasmutazione: “IO SONO…. “Ogni giorno sempre più mi sento fiducioso, amato/a e riconosciuto/a da mia mamma /papà.”
  • Acqua informata: FIDUCIA.

Tecniche energetiche

  • Scuotimento e corsa sul posto
  • Cross crawl con lallazione
  • Whirling con mantra
  • Postura integrazione emisferica con EMDR e mantra

Tecnica del PERDONO

GENITORE sesso opposto che comunica al figlio:
“Figlio mio perdonami, scusami, mi dispiace se ti sei sentito tradito, ho sbagliato e mi hai tolto la fiducia. Ma sappi che io ti amo e desidero che insieme possiamo fidarci l’uno dell’altro”.

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